Cesta
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Claudio Biancardi
29/12/2014

Pubblichiamo la lettera aperta al direttore della Gazzetta di Modena scritta da Claudio Biancardi apparsa lo scorso 23 dicembre. La lettera è stata inviata sprovvista di titolo, ringraziamo il direttore Enrico Grazioli per averne scelto uno così efficace e incisivo.

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La lettera pubblicata sulla Gazzetta di Modena

Expo, giocare in casa più facile, meno utile

È di questi giorni la polemica secondo la quale i prodotti tipici modenesi vorrebbero sfrattare l’arte dalla Palazzina del Vigarani, per far vetrina a Modena in occasione dell’EXPO.
L’iniziativa che andrebbe a stravolgere la programmazione degli eventi artistici del 2015 ha indotto il Direttore della Galleria Civica di Modena Marco Pierini, in segno di protesta, a rassegnare le dimissioni.
Crediamo che di questi eventi si debba dare una lettura diversa. I prodotti tipici e i produttori non c’entrano, ma bensì i nostri politici e amministratori.
Ancora una volta, infatti, gli amministratori Modenesi danno prova della loro visione provincialistica degli eventi. Invece di accogliere l’evento dell’EXPO 2015 come un’occasione unica di trasferta all’interno di una vetrina internazionale, ne stanno tentando la diluizione trattenendo a Modena una parte importante di quelle risorse e di quelle energie che dovrebbero essere spese altrove, e per valorizzare un’eccellenza ne sacrificano un’altra. Giocare in casa è molto più facile! Non è necessario nemmeno citare correttamente le denominazioni di origine e distinguerle tra loro: che il “balsamico” sia Tradizionale o no a loro poco importa! Tanto l’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena è arte.
I nostri amministratori i voti li prendono sul territorio e non all’EXPO e i politici, che si stanno impossessando sempre più dei Consorzi dei prodotti tipici, non vogliono apparire altrove ma sul territorio che gli assicura il consenso degli elettori. Ai produttori modenesi, al contrario, interessa molto più partecipare all’EXPO perché è là che si devono far conoscere le nostre eccellenze e soprattutto perché è là che si possono aprire nuovi canali commerciali.